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Distanze
Distanze dalle uscite dell'autostrada A14

- Rimini Nord: 43 Km.
- Rimini Sud: 43 Km.
- Cattolica: 51 Km.
- Pesaro: 72 Km.
Come raggiungerci e dintorni

L'Eremo sul Monte Carpegna (1260 -1415 s.l.m) è collocato all'interno del Comune di Montecopiolo, appartenente alla provincia di Pesaro e Urbino (PU).

A tutti coloro che decidessero di raggiungere questa località, partendo dalla riviera Romagnola, suggeriamo di risalire la Valmarecchia attraverso la Statale Marecchiese n. 258 direzione Novafeltria.

Salendo dal mare, infatti, lo sguardo è attratto e affascinato dalle tante torri e castelli che per secoli hanno sovrastato questa valle. Dopo aver abbandonato la Romagna malatestiana si raggiunge il territorio del Montefeltro.

Deviando a sinistra, all'altezza di Pietracuta, attraverso la strada provinciale si arriva dapprima a San Leo e poi a Pugliano, nota per le tradizionali fiere del bestiame e merci varie che si svolgono da sempre tutti i Lunedì di Settembre.

Svoltando a sinistra in pochi minuti si raggiunge Villagrande, capoluogo del comune di Montecopiolo. La favorevole posizione geografica ha reso questo paese montano (915 s.l.m.) mèta del turismo estivo e invernale.

Scendendo a valle, per la strada che conduce a Ponte Cappuccini, dopo pochi minuti si incontra il bivio per l'Eremo.

Questo è l'unico percorso che permette di arrivare alla nostra località con l'automobile.
Per cui anche i visitatori provenienti dalle Valli del Metauro, del Conca e del Foglia dovranno, necessariamente, portarsi fino alla periferia di Villagrande per salire fino all'Eremo, che da qui dista solo 5 chilometri.
Poco più avanti si incontrano, nell'ordine, gli ultimi insediamenti abitativi: Capraia, Monte Boaggine (con il Centro di Educazione Ambientale che ci introduce nel Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello), Le Ville e Cisterna. Piccoli borghi dove, accanto a recenti ristrutturazioni, trovano posto casolari, fienili e stalle di antica memoria, dai tetti lastricati e con cornici in pietra lavorata a contornare portali e finestre.
Lungo il percorso sorgenti di acqua limpida e fresca, anche in piena estate, consentono all'escursionista di ritemprarsi e raccogliere un po' di questo prezioso liquido, come fanno tanti visitatori abituali che, attrezzati con contenitori multicolori e capienti, raccolgono l'acqua fresca e pura dell'Eremo per il piacere della loro tavola.
Superata Cisterna e, in lontananza, l'antica Torre di Monte Boaggine, la strada continua a inerpicarsi tra pascoli e campi, chiusi da muretti di pietra o da recinzioni di maggi, rose selvatiche, cespugli di prugne e biancospino.

Qualche chilometro più avanti il tracciato lambisce il bosco di PIANACQUADIO, faggeta centenaria unica nel centro Italia e riserva naturale faunistica di interesse Europeo. Pochi metri ancora e sulla destra lo sguardo incrocia il laghetto naturale recentemente ripristinato, dall'Ente Parco, dopo anni di abbandono.
Per secoli ha rappresentato un importante punto di riferimento per i tanti pellegrini che, una volta all'anno, nel cuore della notte partivano dalla Valmarecchia e risalivano a piedi, a cavallo o su carri trainati da buoi, l'allora angusto sentiero, per recarsi in pellegrinaggio al Santuario dedicato al culto della Vergine del Faggio.
Giungevano in prossimità del lago alle prime luci dell'alba, e da quel punto in poi il loro cammino era guidato dai tocchi ripetuti e staccati del "campanone" dell'Eremo.

L'ascesa sta per concludersi; ancora qualche metro tra pascoli e sorgenti e il nostro splendido viaggio giunge al termine. Dopo una breve salita l'ampio parcheggio attrezzato accoglie il visitatore. Qui il panorama è a 360 gradi e il proscenio è grandioso. L'occhio esperto può distinguere la Valle del Metauro, i Monti Nerone, Catria, Petrano, la Valle del Foglia, la Valle del Conca, il paese di Villagrande con dietro la città di San Marino e la riviera Romagnola fino alle Valli di Comacchio.
Il parcheggio lambisce un'ampia pineta recentemente recuperata all'incuria e all'assalto dei turisti. Un selciato, di recente costruzione, conduce al rifugio e al Santuario immersi nel verde, circondati da faggi e frassini secolari.

Il luogo di culto è pervaso da una tale e profonda spiritualità che anche il visitatore più agnostico si immerge nel silenzio più assoluto e liberatorio. L'incantevole spettacolo offerto dalla natura incita il visitatore alla sosta e alla meditazione.

Nondimeno, anche gli amanti delle attività sportive non mancheranno di apprezzare gli alti standard qualitativi turistici e sportivi di questa località.
Impianti di risalita per sci invernale e sci d'erba, escursioni su un'ampia rete di sentieri segnati, raccolta di funghi, circuiti per mountain-bike, parapendio e deltaplano, offrono agli amanti dello sport bianco e verde ampie possibilità di cimentarsi nelle varie discipline. Alla fine di ogni fatica un'adeguata ristorazione è garantita dai piatti, tipici della gastronomia locale, offerti dal rifugio.
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